Cosenza, parla Mutti: "Sciaudone e Tutino il quid in più dei lupi"

Bortolo Mutti
Bortolo Mutti

Mister Bortolo Mutti, ex allenatore tra le altre di Palermo e Cosenza, ha rilasciato un'interessante intervista a Gazzetta del Sud nella settimana che precede la sfida proprio tra Cosenza e Palermo sabato pomeriggio al Marulla:

"Pensando a Cosenza e Palermo si risvegliano in me i sentimenti di un tempo, che sono tutt'oggi molto forti. Ho trascorso tanti anni sulle panchine delle due squadre e sabato seguirò la partita, anche se non dal vivo. Nella città dei bruzi penso che verrò più in là, in estate, per salutare vecchi amici di un tempo come il patron Paolo Fabiano Pagliuso, il team manager Eugenio Caligiuri o il preparatore dei portieri, Maurizio Guido. Per fortuna ho la possibilità di vedere all'opera i lupi in tv e seguo la serie B con grande attenzione".

"Guai a lasciare qualcosa di intentato. Se c’è uno spiraglio, i rossoblù hanno il dovere di provarci. Condizioni del terreno di gioco? Quando ho visto in che condizioni era ridotto il manto erboso del “Marulla” sono rimasto quasi basito, perché ai miei tempi era sempre un gioiellino. Ricordo le discussioni con lo storico giardiniere del campo, Pasquale Grandinetti, perché il suo scopo principale era preservarlo in vista delle gare, mentre noi spingevamo per allenarci lì. Devo ammettere che, però, al fischio d’inizio, in qualsiasi condizioni atmosferiche, giocare su un biliardo del genere era un lusso, anche per squadre di serie A. A causa dello 0-3 a tavolino incassato contro il Verona, inoltre, i rossoblù hanno gettato alle ortiche una grossa chance: i tre punti, in caso di vittoria, avrebbero cambiato il volto attuale della classifica e forse dell’intera stagione".

“Il Cosenza è ben allenato e ha un ottimo organico, ma ha due giocatori forti e determinati. Il primo è, senza ombra di dubbio, Gennaro Tutino, mentre l'altro è Sciaudone, centrocampista col vizio del gol che è stato e continuerà a essere decisivo. Quanto al Palermo, c’è da tenere a bada un giocatore con la personalità e l’esperienza di Rispoli, mentre Trajkovski e Nestorovski sono una coppia-gol da paura".

Francesco Modaffari

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